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Imprese marchigiane: più aperture e meno chiusure rispetto al 2022 ma la crescita è ancora contenuta

DATI - Tra luglio e settembre il Registro delle imprese della Camera di Commercio delle Marche ha rilevato un saldo attivo di 295 attività economiche (+0,19% rispetto alla fine di giugno scorso, +0,7% la crescita di un anno fa)

Gino Sabatini

Lieve ripresa della vitalità del sistema imprenditoriale marchigiano nel trimestre estivo in un complesso di moderata rimonta anche a livello nazionale. Tra luglio e settembre il Registro delle imprese della Camera di Commercio delle Marche – sulla base di Movimprese, l’analisi trimestrale condotta da Camera di Commercio delle Marche su dati Unioncamere e InfoCamere – ha rilevato un saldo attivo di 295 attività economiche (+0,19% rispetto alla fine di giugno scorso, +0,7% la crescita di un anno fa), come differenza tra 1.413 nuove iscrizioni e 1.118 cessazioni di attività.

«In termini assoluti, il risultato del trimestre riflette una contenuta vitalità del sistema imprenditoriale. La rilevazione non mostra grosse sorprese: la società di capitale è la struttura organizzativa più dinamica, ottima performance di Costruzioni, la peggiore dell’Agricoltura, segno più in tutti i territori con contributi di crescita proporzionati alla numerosità del tessuto economico. L’economia marchigiana, come dimostrato dagli ultimi dati export, mostra comunque di tenere anche nel day after di tutte le crisi che l’hanno attraversata. Certo bisogna tenere alta la guardia e sostenere le PMI sempre di più anche in considerazione di una quadro internazionale purtroppo non rassicurante; come Camera proseguiremo nelle direttrici strategiche del nostro piano di azione che punta su digitalizzazione  e semplificazione, transizione ecologica e innovazione,  internazionalizzazione e promozione delle filiere, sostegno a una finanza agevolata per la piccola impresa attraverso il potenziamento delle basi di garanzia dei confidi, supporto alla nuova imprenditorialità nonché alla formazione professionale e di specializzazione tecnica, impegno per il potenziamento delle infrastrutture lineari e puntuali». dichiara il Presidente di Camera Marche Gino Sabatini

Il quadro generale – Sono 154.792 le imprese registrate delle Marche alla fine del terzo trimestre del 2023, di esse 137.143 sono attive. Questi sono i dati di sintesi che risultano dalla rilevazione trimestrale Movimprese, che Unioncamere e Infocamere conducono sui Registri delle Imprese tenuti, con base provinciale, dalle Camere di Commercio.

Cessazioni al netto delle cancellazioni d’ufficio. Fonte: Infocamere – Unioncamere, Movimprese. Elaborazione: Ufficio Studi e statistica, Camera di Commercio delle Marche

Marche: Imprese – Iscrizioni, cessazioni nette*, dati anni 2017-2023, terzo trimestre

Le iscrizioni di imprese rilevate con riferimento al periodo luglio-settembre dell’anno in corso sono 1.413, numero superiore a quello delle cessazioni al netto delle cancellazioni d’ufficio che si fermano a 1.118. Rispetto al terzo trimestre dell’anno precedente si osserva un lieve incremento delle iscrizioni (+1,7%), mentre le cessazioni nette sono in flessione (-11,9%).

In ragione di tali andamenti, il saldo tra le iscrizioni e le cessazioni nette, che risulta positivo per 295 unità, si amplia rispetto a quello del terzo trimestre 2022 e allo stesso tempo risulta maggiore anche il tasso di crescita trimestrale che è pari a +0,19%, inferiore come frequentemente accade, rispetto a quello nazionale (+0,26%), ma in questa circostanza non di molto.

Tra le regioni italiane i tassi trimestrali di crescita più elevati sono quello del Lazio (+0,44%), del Trentino Alto-Adige (+0,41%) e della Lombardia (+0,35%), mentre i tassi più contenuti si osservano per l’Umbria (+0,02%) e il Molise (+0,09%). Nessuna regione ha tasso trimestrale negativo.

Cessazioni al netto delle cancellazioni d’ufficio. Fonte: Infocamere-Unioncamere, Movimprese. Elaborazione: Ufficio Studi e statistica, Camera di Commercio delle Marche

Distribuzione percentuale di imprese registrate (30 settembre 2023), iscrizioni e cessazioni nette del trimestre luglio-settembre 2023 per province delle Marche

 

Tutte le province delle Marche hanno saldi tra iscrizioni e cessazioni nette di segno positivo nel terzo trimestre 2023: Ancona (+70; +0,17%), Pesaro e Urbino (+31; +0,08%), Macerata (+81; +0,23%), Ascoli Piceno (+73; +0,31%) e Fermo (+40; +0,21%).

Le forme giuridiche

Sono le società di capitale a imprimere il proprio andamento su quello generale, grazie ad un consistente divario positivo tra le iscrizioni (480) e le cessazioni nette (151), che fissa il loro saldo trimestrale a +329 e il rispettivo tasso di crescita del periodo a +0,75%, ben superiore alla media regionale.

Altre classi di forma giuridica si associano all’andamento favorevole, benché con saldi e tassi esigui. Le imprese individuali, i cui flussi in entrata e in uscita dal tessuto imprenditoriale regionale sono, come sempre, i più consistenti per entità assoluta (839 le iscrizioni e 835 le cessazioni nette), generano infatti un saldo di appena +4 unità e un tasso di crescita trimestrale prossimo allo zero; le altre forme giuridiche, dal canto loro, hanno iscrizioni e cessazioni nette molto contenute (rispettivamente 20 e 13), con un saldo anch’esso limitato (+7) e un tasso di crescita trimestrale pari a +0,18%.  

Solamente le società di persone vanno in controtendenza e mantengono fin dall’inizio dell’anno il segno negativo: le iscrizioni sono per loro 74, mentre le cessazioni nette sono 119, tali flussi danno luogo ad un saldo pari a -45 imprese e a un tasso di -0,17%.

 

Fonte: Infocamere-Unioncamere, Movimprese. Elaborazione: Ufficio Studi e statistica, Camera di Commercio delle Marche

Alla data del 30 settembre 2023 le imprese individuali rappresentano ancora oltre la metà (51,5%) del tessuto imprenditoriale delle Marche, ma sono scese sotto quota 80 mila fermandosi a 79.695, mentre le società di capitale continuano ad incrementare il proprio numero raggiungendo le 44.100 unità e una quota pari al 28,5% del totale regionale. 

Le società di persone scendono a 27.198 imprese (pari al 17,6% delle imprese marchigiane) mentre si contano 3.799 imprese rientranti nell’aggregato delle “altre forme giuridiche”, che costituiscono il 2,5% delle imprese marchigiane. 

Le dinamiche settoriali

Nell’esame dell’andamento dei diversi settori di attività economica viene considerato il saldo dello stock delle imprese registrate alla fine del terzo trimestre rispetto al 30 giugno dell’anno in corso, depurato delle cancellazioni d’ufficio intercorse nel periodo.

In riferimento al trimestre luglio-settembre 2023 sono le Costruzioni a far rilevare il saldo dello stock positivo più ampio in termini assoluti, con un valore di +79 (sono 20.292 le imprese registrate al 30 settembre 2023). Molto rilevante è tuttavia il dato relativo alle Attività professionali, scientifiche e tecniche, con un saldo dello stock pari a +51 unità riferito tuttavia ad un settore di dimensioni ben più ridotte del precedente (6.293 le imprese registrate a fine settembre). Proseguendo nella graduatoria dei settori ordinati in senso decrescente per entità dello saldo dello stock, si incontrano quindi le Attività manifatturiere (+40; 19.446), le Attività immobiliari (+34; 8.500), le Attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+33; 11.054).

Saldi positivi di entità via via minore si riscontrano per numerosi altri settori del terziario, quali le Altre attività di servizi (+26; 7.060 imprese registrate),i Servizi di informazione e comunicazione (+25; 3.220), le Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (+18; 2.597), le Attività finanziarie e assicurative (+15, 3.357) e Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese (+14; 4.572). Anche il Commercio ha saldo positivo (+13) ma data la dimensione del settore, di gran lunga il maggiore con oltre 33 mila imprese, ben poco rilevante.

Saldi nulli si osservano invece in riferimento a Estrazione di minerali da cave e miniere (0; 96), Sanità e assistenza sociale (0; 980),  mentre i saldi sono negativi per pochissime unità per le public utilities (complessivamente -2), Trasporto e magazzinaggio (-2; 3.638) e Istruzione (-5; 673).

La perdita maggiore è quella dell’Agricoltura, silvicoltura e pesca (-68; 23.004). 

 


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